Documenti di identità biodegradabili, in Italia si studia come realizzarli

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Documenti sostenibili (e più economici)

Oggi i materiali impiegati per realizzare card di vario genere sono plastiche di origine fossile – il policarbonato (Pc) e polivinilcloruro (Pvc22) – che per le prestazioni che garantiscono sono ormai standard per il settore dei documenti di sicurezza e delle carte bancarie di tutto il mondo. L’innovazione del Poligrafico innanzitutto ne riduce l’impronta ambientale, mettendo a punto materiali innovativi ricavati da fonti rinnovabili ed ecosostenibili. Quindi intende preservare un livello di sicurezza elevato del documento in termini anticontraffazione. Questa trasformazione “materica” delle carte, a prestazioni invariate, rileva tantissimo in termini di produzione sostenibile: passando al biopolimero, i tempi di degradazione scalano da oltre mille anni ad alcuni decenni (e ancora meno, se correttamente smaltiti).

Non solo: queste biocard sono anche economicamente più convenienti rispetto alle precedenti. Si abbattono infatti drasticamente i costi dello smaltimento a fine vita, ma sono anche più bassi il costo del Pla e dei materiali di base rispetto a quelli tradizionali. “La formatura della card avviene accoppiando i vari strati mediante un processo di termofusione. Dopo circa 2 anni di lavoro è stato messo a punto un supporto innovativo, costituito da strati di polimeri biodegradabili derivanti da biomasse, come per esempio amido di mais. Ogni strato della card gioca il suo ruolo: da quelli per alloggiare il microchip, a quello per stampare i dati e l’immagine del volto del titolare, fino agli strati di protezione da falsificazioni e contraffazioni”, spiega Ghisa.

Un percorso certificato

I plus ambientali descritti per qualsiasi processo produttivo devono essere certificati per essere credibili. Così l’innovazione del Poligrafico e dell’Iit è stata sottoposta al processo di certificazione ex ISO 14855-1 che sta validando la biodegradabilità del materiale realizzato. Come spiega il tecnico del Poligrafico:

Le nuove frontiere: passaporti e banconote

Le biocard sono solo il primo passo: l’innovazione per questi supporti si applica a moltissimi campi. Ad esempio, la cover rigida e la carta di sicurezza usata nei passaporti o gli elementi olografici delle banconote: soluzioni avveniristiche che potrebbero rendere biodegradabili anche questi supporti, in linea con lo sviluppo di processi di economia circolare e di crescente tutela della salute individuale e dell’ambiente. E su cui il dipartimento di Ricerca e sviluppo del Poligrafico sta già lavorando, anche in un’ottica di transizione ambientale.

“La ricerca di soluzioni tecnologicamente avanzate fa parte del dna del Poligrafico, un’azienda che è sempre più protagonista della transizione della pubblica amministrazione verso un futuro sostenibile e digitale” sintetizza Francesco Soro, amministratore delegato del Poligrafico. Così le innovazioni dell’Istituto, a servizio delle istituzioni nazionali da quasi un secolo, possono tradursi in un altro tassello della transizione ecologica.



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