Tutto sul credito d’imposta ZES: scadenze, requisiti e novità

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Le imprese che investono nel Mezzogiorno tra gennaio e novembre 2025 possono accedere al credito ZES, seguendo specifiche modalità di comunicazione, documentazione e compensazione fiscale tramite modello F24.

Da lunedì 31 marzo si è aperta ufficialmente la finestra temporale per accedere al credito d’imposta ZES 2025, un’importante agevolazione fiscale destinata alle imprese che investono in beni strumentali nelle Zone economiche speciali del Mezzogiorno. Le domande vanno presentate all’Agenzia delle Entrate entro il 30 maggio 2025 e riguardano investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025.

L’incentivo mira a sostenere lo sviluppo delle strutture produttive nelle regioni del Sud Italia, offrendo un’opportunità concreta per rafforzare il tessuto economico del territorio attraverso l’innovazione e l’ampliamento delle attività industriali. L’invio della domanda, la gestione della comunicazione integrativa e l’utilizzo del credito richiedono attenzione a una serie di requisiti e scadenze ben precise, definite dalla normativa e dai provvedimenti attuativi già pubblicati.

Come funziona esattamente il meccanismo di accesso? Chi può beneficiarne? E quali sono i passi da seguire per non perdere l’agevolazione?

Scopriamolo insieme nei paragrafi seguenti.

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Dove si applica il credito ZES 2025: territori e riferimenti normativi

Il credito d’imposta ZES 2025 si rivolge alle imprese che effettuano investimenti all’interno della Zona economica speciale per il Mezzogiorno, una macro-area che ricomprende le zone assistite di diverse regioni italiane. In particolare, si tratta di:

  • Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, ammesse alla deroga di cui all’articolo 107, paragrafo 3, lettera a) del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE);
  • Abruzzo, limitatamente alle aree ammissibili secondo la deroga dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE.

Queste aree sono state individuate sulla base della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, approvata dalla Commissione europea. Il credito si applica agli investimenti diretti all’acquisizione di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive esistenti o di nuova realizzazione nelle suddette aree.

La misura è stata prorogata anche per l’anno in corso grazie alla Legge di Bilancio 2025, che ha confermato la validità dello strumento a partire dal 1° gennaio 2025.

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Chi può accedere al credito ZES e quali sono gli investimenti ammissibili

Possono beneficiare del credito d’imposta ZES tutte le imprese attive nelle regioni ammesse alla misura, indipendentemente dalla loro forma giuridica, dimensione o settore economico, purché effettuino investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nei territori ZES. La misura si applica sia a strutture esistenti sia a nuovi impianti.

Gli investimenti agevolabili includono:

  • Macchinari, impianti e attrezzature varie;
  • Immobili strumentali, limitatamente all’acquisto o alla realizzazione di nuovi fabbricati destinati ad attività produttive;
  • Altri beni materiali nuovi, strettamente funzionali all’attività d’impresa.

Sono inclusi anche gli investimenti pluriennali avviati nel 2024, a condizione che si concludano dopo il 31 dicembre 2024, nonché acconti versati e fatturati prima del 1° gennaio 2025, purché riferiti a spese sostenute dal 1° gennaio 2025 in poi. Gli acconti, tuttavia, devono essere stati effettuati non prima del 20 settembre 2023, data di entrata in vigore del Decreto-legge n. 124/2023, che ha istituito l’agevolazione.

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Come e quando presentare la domanda per il credito ZES 2025

Le imprese interessate devono inviare la comunicazione relativa agli investimenti realizzati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il periodo utile per l’invio va dal 31 marzo 2025 al 30 maggio 2025.

La comunicazione deve essere presentata esclusivamente online, utilizzando:

  • il modello ufficiale disponibile sul sito dell’Agenzia;
  • il software dedicato “ZES UNICA 2025”, predisposto per facilitare la compilazione e l’invio.

La trasmissione può essere effettuata direttamente dall’impresa o tramite un intermediario abilitato. Al termine della procedura, il sistema rilascia una ricevuta telematica che certifica la presa in carico della comunicazione. In caso di errori nei dati trasmessi, la comunicazione verrà scartata, con notifica dell’esito negativo.

Nel medesimo arco temporale, le imprese possono sostituire la comunicazione già inviata oppure rinunciare totalmente al beneficio, inviando apposita comunicazione di rinuncia.

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Comunicazione integrativa e documentazione: attenzione ai termini

Per mantenere il diritto al credito d’imposta ZES 2025, le imprese dovranno inviare una comunicazione integrativa tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025. Questo passaggio è obbligatorio, pena la decadenza dal beneficio.

La comunicazione integrativa serve ad attestare che gli investimenti dichiarati nella prima fase sono stati effettivamente realizzati entro il 15 novembre 2025. È fondamentale che i dati dichiarati coincidano con quelli indicati nella comunicazione originaria: l’ammontare degli investimenti non può superare quanto già dichiarato.

All’interno di questa comunicazione, le imprese dovranno allegare:

  • Gli estremi delle fatture elettroniche relative agli investimenti;
  • Gli estremi della certificazione rilasciata dal revisore legale dei conti o da un soggetto abilitato, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la loro corrispondenza con la contabilità aziendale.

Questa fase è cruciale per consolidare il diritto all’agevolazione e dimostrare la trasparenza e tracciabilità degli investimenti effettuati.

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Come utilizzare il credito: compensazione e controlli

Una volta completata la procedura di comunicazione e validazione, il credito d’imposta ZES 2025 potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, come già previsto per il 2024. Questo significa che le imprese potranno abbattere altri debiti fiscali (come IVA, IRAP, INPS, ecc.) utilizzando l’ammontare del credito riconosciuto.

È importante sapere che il modello F24 dovrà essere trasmesso esclusivamente per via telematica, utilizzando i servizi dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline). Qualsiasi altro canale di invio comporterà il rifiuto automatico del versamento.

Inoltre, il sistema effettuerà un controllo sull’importo del credito utilizzato: se quest’ultimo risulta superiore a quanto effettivamente disponibile, il modello F24 verrà scartato. L’esito negativo dell’operazione sarà comunicato al soggetto trasmittente attraverso una ricevuta ufficiale.

Un’accurata gestione contabile e il rispetto delle procedure tecniche sono quindi elementi fondamentali per beneficiare dell’agevolazione senza intoppi.

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