focus su salari e innovazione. Intesa tra parte datoriali e sindacati – Lavocedialba.it

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Le Parti datoriali regionali di Confartigianato Imprese, Cna e Casartigiani, insieme alle Parti sindacali Cgil, Cisl e Uil del Piemonte, hanno sottoscritto ieri,  venerdì 28 marzo, l’Accordo quadro sulla contrattazione regionale per il settore artigiano, escludendo il comparto edile.

Il settore artigiano del Piemonte, che comprende oltre 100.000 dipendenti e circa 27.000 aziende, è un pilastro fondamentale dell’economia regionale, spaziando dal contoterzismo ai settori meccanico, orafo, tessile, alimentare, chimico, dei servizi, pulizie, comunicazione, grafica, legno, lapidei, acconciatura ed estetica, fino al trasporto.

L’intesa, frutto di un lungo confronto, prevede la creazione di un Osservatorio regionale interconfederale, l’introduzione di un Elemento di Produttività Regionale pari al 3% della retribuzione mensile e un Elemento Regionale Economico che incrementerà il salario del 1,5%. L’accordo comprende anche un bonus “una tantum” di 230 euro per il periodo pregresso. Un’attenzione particolare è stata dedicata a temi cruciali come Salute e Sicurezza, Bilateralità, Politiche di Genere e Formazione.

“Accogliamo con soddisfazione il rafforzamento delle relazioni sindacali di categoria in Piemonte, che si erano affievolite negli ultimi anni. Questo Accordo rappresenta la concretizzazione di quanto l’artigianato incarna: un modello di imprenditorialità in cui titolari e collaboratori lavorano insieme, favorendo il dialogo e il reciproco sostegno”, afferma Ugo Arnulfo, Presidente della Consulta dei Mestieri di Confartigianato Imprese Piemonte.

“In un periodo di stagnazione salariale, i rinnovi contrattuali nazionali e la ripresa della contrattazione regionale sono un segnale importante di inversione di tendenza”, sottolinea Anna Poggio, della Cgil Piemonte.

“La contrattazione regionale di secondo livello è essenziale per adattare le condizioni di lavoro alle specificità del nostro territorio, migliorando la competitività delle aziende e il benessere dei lavoratori attraverso il dialogo tra le Parti sociali”, aggiunge Giovanni Genovesio, Presidente CNA Piemonte.

La ripresa della contrattazione regionale, dopo molti anni di difficoltà, è un passo fondamentale per la crescita del nostro territorio”, evidenzia Gianni Baratta, della Cisl Piemonte.

“In un contesto economico in continua evoluzione, puntare su categorie e contrattazione regionale significa investire nel futuro del nostro tessuto produttivo, favorendo crescita e innovazione, sempre nel rispetto delle peculiarità del Piemonte”, sottolinea Paolo Mignone, Presidente di Casartigiani Piemonte.

“Questo accordo è un modello innovativo per aumentare salari e produttività delle imprese artigiane”, esprime soddisfazione Mauro Casucci, della Uil Piemonte, Vicepresidente Ebap.

L’Accordo quadro offre il via libera alla stipula dei contratti regionali di categoria, che, combinati con i rinnovi quasi completi dei CCNL, rappresentano strumenti essenziali per proteggere i salari dall’inflazione e preparare il settore artigiano alle sfide della transizione e digitalizzazione.





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