“E’ inapplicabile: si rischia il far west”, Confartigianato sull’obbligo di assicurazione sui rischi catastrofali: “Troppi punti oscuri: preoccupati e disorientati”

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TRENTO. E’ confermata l’entrata in vigore per tutte le aziende iscritte al Registro Imprese, escluse quelle dei settori agricolo, pesca e acquacoltura, di stipulare una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali quali terremoti, alluvioni e frane. Le richieste di proroghe sono cadute nel vuoto. Si procede secondo il cronoprogramma. Il provvedimento diventa operativo da lunedì 31 marzo.

 

“Il decreto sull’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali e gli eventi catastrofali è inapplicabile“, dice Marco Granelli, presidente di Confartigianato. “Chiediamo che prevalga il buon senso e che si intervenga con un rinvio dell’entrata in vigore per chiarirne tutti gli aspetti e costruire polizze adatte alle esigenze delle imprese”.

 

Una preoccupazione che riguarda oltre 4 milioni di imprenditori alle prese con un provvedimento che, “oltre a comportare un esborso di almeno 2 miliardi di euro, non offre certezza sui beni da assicurare, su quali danni verranno risarciti, sulla confrontabilità delle offerte da parte delle assicurazioni”, prosegue Granelli. “Tanti interrogativi che Confartigianato ha subito indicato ma che non sono stati sciolti nel pur lungo tempo intercorso tra l’emanazione della norma primaria e il decreto ministeriale attuativo uscito soltanto il 28 febbraio, a un mese dall’entrata in vigore. Ora, è più che mai urgente trovare soluzioni concrete, percorribili e realmente utili per coprire questa tipologia di rischi”.

 

Nei giorni scorsi, il numero uno di Confartigianato è ripetutamente intervenuto per chiedere la proroga sostenendo che “senza regole chiare, rischiamo il far west delle polizze assicurative per calamità naturali e per eventi catastrofali”. Troppi i punti oscuri per l’associazione di categoria.

 

“Sono esclusi i danni da precipitazioni intense che sono sempre più frequenti e devastano molte zone del nostro Paese”, continua Granelli. “Così come non è indicata una classificazione e una mappa dei ‘territori a rischio’ e ciò porterebbe ad una applicazione disomogenea e arbitraria nelle aree vulnerabili del Paese con costi diversi e ingiustificati delle polizze a carico delle imprese. E ancora, cosa devono assicurare quei piccoli imprenditori che dispongono di beni strumentali e attrezzature di valore modesto e non hanno una sede fissa? Come ci si regola per i beni acquistati in leasing? Come si gestiscono le relazioni assicurative tra proprietario delle mura e locatario?”.

 

In queste condizioni, un’impresa oggi non può valutare la correttezza dei prezzi offerti dalle compagnie di assicurazione. Ma c’è di più: “Le imprese che non sottoscriveranno l’assicurazione contro le calamità naturali saranno escluse da contributi, sovvenzioni o agevolazioni pubbliche, anche quelle di ristoro decise in caso di eventi calamitosi e catastrofali”, prosegue Granelli. “In questo modo, potrebbero anche crearsi difficoltà di accesso ai finanziamenti bancari supportati dal Fondo di garanzia delle piccole e medie imprese.

 

L’associazione di categoria chiede di riaprire immediatamente il confronto ai tavoli ministeriali per trovare soluzioni ed eventualmente prevedere l’introduzione di una soglia al di sotto della quale si configuri il rischio non significativo in relazione al modesto valore dei beni assicurabili.

 

“Siamo preoccupati e disorientati. In ogni caso le polizze agiscono sull’effetto ma non prevengono le cause dei danni alle imprese. Per questo sollecitiamo politiche e interventi orientati alla prevenzione dei rischi e alla messa in sicurezza del territorio”. Nel decennio 2014/2023, secondo rilevazioni di Confartigianato, l’Italia ha cumulato danni da eventi meteorologici estremi e legati al clima per 68,1 miliardi di euro, a 6,8 miliardi l’anno. Per valore assoluto dell’impatto nel decennio, l’Italia è seconda nell’Unione europea dopo la Germania che nel periodo in esame ha cumulato danni per 87,7 miliardi di euro.

 

Il 26 marzo, mentre la Camera ha bocciato un emendamento, presentato da Riccardo Zucconi (Fratelli d’Italia), al decreto legge Bollette che rinviava di 7 mesi l’entrata in vigore del provvedimento, il segnale arrivato dal governo è la convocazione da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy di un incontro con Confartigianato, le altre organizzazioni imprenditoriali e l’Ania (che rappresenta le compagnie di assicurazione) per lunedì 31 marzo, proprio l’ultimo giorno per rispettare l’obbligo di assicurazione.





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