tre motivi per preferire le aziende Usa rispetto ai competitor cinesi

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Secondo Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, gli investitori dovrebbero favorire le aziende statunitensi nel settore dell’intelligenza artificiale rispetto alle controparti cinesi. In un’analisi pubblicata nel report “UBS House View – Daily Europe”, Haefele e il suo team hanno identificato tre motivi chiave che rendono gli investimenti in AI negli Stati Uniti più attraenti: l’intensità degli investimenti in capitale (capex), la spesa in ricerca e sviluppo (R&D) e il potenziale di monetizzazione.

Capex: un vantaggio competitivo per le Big Tech americane

Secondo il report, “le aziende AI statunitensi, in particolare le Big 4 (Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta), hanno dimostrato un forte impegno nella spesa per il capitale, superando di gran lunga le controparti cinesi (Alibaba, Baidu, ByteDance e Tencent)”. Nel 2024, le Big 4 americane hanno investito 224 miliardi di dollari in capex, cifra destinata a salire a 302 miliardi nel 2025, con un tasso di crescita del 35%. Per confronto, le aziende cinesi premono sull’acceleratore con una crescita del 54%, ma da una base molto più bassa, passando da 33 miliardi a 51 miliardi di dollari.

La differenza non è solo nei numeri assoluti, ma anche nell’intensità degli investimenti. “L’intensità del capex negli Stati Uniti, misurata come percentuale del fatturato, si attesterà al 20% nel 2025, contro l’11,7% della Cina”, evidenzia Haefele. Questo significa che le aziende americane sono meglio posizionate per mantenere un vantaggio tecnologico, anche se ciò comporta costi di ammortamento più elevati nel breve periodo.

L’innovazione passa dagli investimenti in R&D

Un altro fattore chiave è la spesa in ricerca e sviluppo. “Gli investimenti in R&D sono essenziali per garantire il vantaggio competitivo nel settore AI”, sottolinea Haefele. Nel 2025, le tre principali piattaforme cloud statunitensi (Microsoft, Amazon e Alphabet) investiranno complessivamente 180 miliardi di dollari in R&D, contro i 35 miliardi delle aziende cinesi (Alibaba, Tencent e Baidu). Anche in termini di intensità, gli Stati Uniti prevalgono con un rapporto R&D/fatturato del 13,5%, rispetto all’8% della Cina.

Un elemento chiave è la redditività lorda delle aziende tecnologiche: “Le piattaforme cloud statunitensi godono di margini lordi intorno al 70%, rispetto al 50% delle cinesi”, afferma Haefele. Questo consente alle aziende americane di reinvestire maggiormente in innovazione senza compromettere la redditività.

Monetizzazione: gli Usa vincono sulla Cina

Il terzo pilastro della superiorità statunitense nel settore AI riguarda la monetizzazione. “Le principali piattaforme cloud statunitensi generano ricavi 12 volte superiori rispetto alle controparti cinesi, nonostante spendano solo 6-8 volte di più in capex AI”, spiega Haefele. Questo evidenzia strategie di monetizzazione più efficaci, supportate da un mercato aziendale più ampio e da un maggiore potere di determinazione dei prezzi.

Inoltre, il mercato cinese dell’AI è più orientato all’integrazione in settori a basso margine come l’e-commerce, il gaming e i veicoli elettrici. “Ci aspettiamo che l’AI cinese si focalizzi su tecnologie consumer a basso margine, mentre gli Stati Uniti continueranno a guidare lo sviluppo di applicazioni ad alto valore aggiunto”, conclude Haefele.

Ancora un’opportunità per gli investitori

Nonostante una valutazione più elevata in termini di rapporto prezzo/utili (23x contro 18x per le aziende cinesi), il report di UBS ritiene che il premio sia giustificato dal potenziale di crescita e monetizzazione superiore. “Le piattaforme cloud statunitensi, quando valutate sulla base del flusso di cassa libero, presentano un premio del 14%, molto inferiore al 30% che si otterrebbe guardando solo al P/E”, si legge nel documento.

Concludendo, Haefele invita gli investitori a concentrare l’attenzione sulle aziende leader nell’AI statunitense e, in particolare, sui semiconduttori e le piattaforme cloud, che beneficeranno maggiormente dell’espansione del settore.



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