Polizza anti-calamità obbligatoria per le imprese, quanto costa a bar, negozi e ristoranti? Le simulazioni

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di
Valentina Iorio

Il 31 marzo, termine entro il quale le imprese dovrebbero sottoscrivere le polizze, il ministro Urso ha convocato un tavolo sul tema

Ania, Unipol, Ivass, Sace, Confindustria, Confesercenti, Confartigianato, Confcommercio, Casartigiani, Cna, Confapi, Federdistribuzione, Ancd e Ancc-Coop sono state convocate il 31 marzo al ministero delle Imprese e del Made in Italy per un tavolo sulle polizze catastrofali obbligatorie per le imprese. La riunione inizierà alle 15. Se nel frattempo però non ci sarà alcun intervento correttivo da parte del governo, quello stesso giorno scadrà anche il termine entro il quale le imprese dovranno dotarsi di una polizza assicurativa per la copertura dei danni da calamità naturali

Il pressing delle associazioni di impresa per un rinvio finora non sembra aver dato risultati concreti. L’emendamento al dl Bollette che puntavano al rinvio di sette mesi dell’obbligo di polizze catastrofali per le imprese, presentato dal deputato Riccardo Zucconi di Fratelli d’Italia, è stato giudicato inammissibile dalla commissione Attività produttive della Camera. Zucconi ha presentato ricorso per ottenere la riammissione della proposta ma non c’è stata. Il Mef, però, fa sapere che il governo è pronto a concedere una proroga limitata nel tempo.




















































L’incontro Urso-Orsini

Mercoledì 26 marzo il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha incontrato il ministro Urso. «La domanda che gli faremo sarà: il gettito generato dall’assicurazione catastrofale, e si prevede dai 2 ai 3 miliardi, viene utilizzato per mediare il costo dell’assicurazione? Perché non vorrei che fosse un’ulteriore tassa inserita alle nostre imprese in un momento in cui abbiamo già problemi di competitività e di costi dell’energia», ha anticipato martedì Orsini, intervenendo a Napoli al primo incontro territoriale di presentazione del nuovo accordo quadriennale tra Confindustria e Intesa Sanpaolo. Sulle polizze catastrofali «chiediamo che si dia più tempo alle imprese per adeguarsi», ha ribadito Angelo Camilli, vice presidente per il credito, la finanza e il fisco di Confindustria. «Il decreto che completa il quadro normativo per l’entrata in vigore dell’obbligo – ha spiegato intervenendo all’Unione Industriali di Napoli – è stato pubblicato solo a fine febbraio e serve tempo per informarsi, fare un’autoanalisi dei rischi ai quali si è esposti anche per valutare di estendere la copertura (e quindi la protezione) oltre quanto previsto dall’obbligo, verificare il mercato chiedendo preventivi. Oltre a questo ci sono ancora alcuni punti dubbi da risolvere, sui quali abbiamo chiesto chiarimenti al Mimit, a partire dal tema dell’accesso alle agevolazioni pubbliche, che a sua volta incide anche sul rapporto con le banche». Secondo Confindustria è necessario dare il tempo alle imprese di attrezzarsi, analizzare i rischi, confrontarsi con il mercato assicurativo e valutare eventuali estensioni della copertura oltre il minimo obbligatorio. L’associazione propone anche di destinare il gettito fiscale generato dalle polizze a investimenti per la messa in sicurezza del territorio, per evitare che i costi legati al rischio idrogeologico ricadano solo sulle imprese.

Chi deve stipulare le polizze

 L’obbligo riguarda anche le micro e piccole imprese che rappresentano più del 90% delle oltre 4,5 milioni di aziende attive in Italia, compresi bar, ristoranti, negozi e piccole attività alberghiere. Le uniche imprese per le quali l’obbligo è stato posticipato al 31 dicembre 2025 sono quelle della pesca e dell’acquacoltura. Sono escluse solo le imprese agricole.

Confartigianato: impatto di almeno 2 miliardi per piccole imprese

Confartigianato ha calcolato un impatto economico di almeno 2 miliardi per le micro e piccole imprese che sottoscriveranno nuove polizze. «Chiediamo che prevalga il buon senso e che si intervenga con un rinvio dell’entrata in vigore per chiarirne tutti gli aspetti e costruire polizze adatte alle esigenze delle imprese – sollecita il presidente di Confartigianato Marco Granelli, secondo il quale ci sono ancora: «Tanti interrogativi che non sono stati sciolti nel pur lungo tempo intercorso tra l’emanazione della norma primaria e il decreto ministeriale attuativo uscito soltanto il 28 febbraio, a un mese dall’entrata in vigore. Ora, è più che mai urgente trovare soluzioni concrete, percorribili e realmente utili per coprire questa tipologia di rischi».

Solo il 6% delle piccole imprese è assicurato

Secondo un’indagine commissionata da Facile.ita all’istituto mUp Research, solo il 6,2% delle micro e piccole imprese intervistate ha dichiarato di avere già una polizza contro terremoti, inondazioni, alluvioni, esondazioni e franamenti, a cui si aggiunge un 4% che, invece, ha detto di essere coperto solo parzialmente.

Quanto costano le polizze anti-catastrofe

Facile.it ha elaborato anche alcune simulazioni prendendo in esame tre diverse attività commerciali (ristorante, autofficina e hotel) in altrettante città campione (Milano, Roma e Palermo) per provare a capire quanto possa costare il nuovo obbligo assicurativo a imprese di queste dimensioni.

Nel caso del ristorante è stato considerato un immobile da 300.000 euro contenente attrezzatura di valore pari a 100.000 euro. Il premio annuale per sottoscrivere un’assicurazione Cat Nat a Milano è pari a 343,50 euro, valore che diventa 401 euro a Roma e 469 euro a Palermo

Per l’autofficina è stato invece considerato un fabbricato dal valore di 400.000 euro e 200.000 euro di attrezzatura. In questo caso, il costo della polizza se l’attività si trova a Milano è di 359 euro, diventa 434 euro se a Roma e arriva a 551 euro, invece, a Palermo

Le quotazioni per l’hotel salgono, in virtù di valori assicurati più elevati: in questo caso un immobile dal valore di un milione di euro e attrezzatura per 500.000 euro. La struttura posizionata a Milano deve mettere a budget un costo annuale pari a 703,5 euro, a Roma 720,5 euro, mentre a Palermo 1.033,5 euro, secondo le simulazioni di Facile.it.

Le variabili da considerare

«Ad incidere sul prezzo – spiega Andrea Ghizzoni, managing director assicurazioni di Facile.it – sono tante variabili. Tra cui la rischiosità del territorio dove sono ubicati gli immobili in cui hanno sede le aziende, la probabilità di eventi calamitosi in quella zona, la vulnerabilità dei beni assicurati, le caratteristiche costruttive dell’immobile, il tipo di attività svolta dall’impresa, la collocazione dell’immobile all’interno dell’edificio (distanza da terra in numero di piani) e il capitale assicurato».

Cosa bisogna assicurare

Nel decreto, che dà attuazione alle disposizioni della legge di Bilancio 2024, si spiega che devono essere assicurate «le immobilizzazioni a qualsiasi titolo impiegati per l’esercizio dell’attività di impresa». Vale a dire terreni, fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Per i fabbricati il decreto precisa che devono essere assicurati: l’intera costruzione edile e tutte le opere murarie e di finitura, compresi fissi e infissi, opere di fondazione o interrate, impianti idrici ed igienici, impianti elettrici fissi, impianti di riscaldamento, impianti di condizionamento d’aria,
impianti di segnalazione e comunicazione, ascensori, montacarichi, scale mobili, altri impianti o installazioni di pertinenza del fabbricato compresi cancelli, recinzioni, fognature nonché eventuali quote spettanti delle parti comuni.

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26 marzo 2025 ( modifica il 26 marzo 2025 | 20:42)



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