Ufficiale – Legge 104, straccia questi bollettini: non devi più cacciare un euro | Approvate nuove esenzioni

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Alcune spese sono un obbligo per tutti, ma spesso scatenano grandi discussioni: esistono però delle eccezioni

Quando si parla di spese condominiali o di riunioni condominiali, lo sappiamo bene, c’è spesso tanta voglia di… mettersi le mani ai capelli. Si tratta di un obbligo che è infatti fonte di conflitto all’interno di ogni palazzo e palazzina. Ma ogni proprietario, , si sa bene anche questo, per legge è tenuto a contribuire economicamente per la manutenzione delle parti comuni. E questo, dovrebbe essere chiaro, accade anche quando ritiene che alcune spese non lo riguardino direttamente.

E’ la legge a parlare chiaro: tutti i condomini devono versare la propria quota in base ai millesimi posseduti. Per non parlare poi delle discussioni più accese, che sorgono quando vengono deliberate spese straordinarie, come il rifacimento del tetto, la manutenzione dell’ascensore o il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio.

Alcuni proprietari, non usufruendo direttamente di certi servizi, si oppongono al pagamento, sostenendo di non dover partecipare a tali costi. La verità, spesso, è però che le norme condominiali stabiliscono che le parti comuni devono essere mantenute da tutti, indipendentemente dall’uso che se ne fa.

E così, le tensioni si “accendono” soprattutto durante le riunioni condominiali, momenti a volte davvero fin troppo stressanti, in cui trovare un accordo diventa un’impresa particolarmente ardua. E lo stress a volte è tanto che, in alcuni casi, si utilizzano le deleghe perché molti dei condomini preferiscono non partecipare e affidare la propria rappresentanza a un vicino o a un amministratore di fiducia. A volte capita proprio per evitare di esporsi direttamente alle discussioni. Come se non bastasse, quando le discussioni si fanno particolarmente accese, può anche intervenire un avvocato esperto in diritto condominiale per interpretare regolamenti e normative, stabilendo in modo chiaro chi deve pagare cosa. E, infine, caso ancora peggiore, le controversie possono finire anche davanti a un giudice, aumentando ulteriormente costi e tempi di risoluzione del problema.

Non tutti devono pagare: l’eccezione che esiste, ed è applicabile in ogni caso

Sono pochi i casi in cui la legge va in aiuto dei condomini, alcuni dei quali non sono obbligati a contribuire, come gli altri, in modo uguale alle spese. Il tema, e qui apriamo l’argomento sull’eccezione, è quello che riguarda i disabili. Anche in questo caso, la legge è spesso oggetto di dubbi e discussioni tra i condomini. La legge 104 prevede infatti numerose tutele per le persone con disabilità, tra cui detrazioni fiscali e agevolazioni lavorative. Ma cosa succede quando si parla di costi per la gestione e manutenzione degli spazi comuni di un condominio?

Entrando nel dettaglio, secondo il Codice Civile, il pagamento delle spese condominiali è obbligatorio, come detto, per tutti i proprietari, indipendentemente dalla loro condizione fisica. Questo principio si applica anche ai disabili, i quali devono contribuire in base alla loro quota millesimale, a meno che non sia stabilito diversamente dal regolamento condominiale. Alcuni costi, tuttavia, possono essere ridotti o eliminati se il disabile non può usufruire di determinati servizi comuni, come un ascensore o un parcheggio condominiale. Vediamo nel dettaglio cosa dice la normativa.

Il momento delle riunioni condominiali – foto canva Teleone.it

Quando è possibile non pagare per alcuni servizi  

La regola generale stabilita dall’articolo 1123 del Codice Civile è che le spese condominiali devono essere ripartite tra i condomini in base ai millesimi di proprietà, salvo diversa convenzione. Questo significa che anche i disabili sono tenuti a contribuire alle spese per la manutenzione e il funzionamento delle parti comuni. Tuttavia, e qui entriamo nei dettagli, esistono situazioni in cui un disabile potrebbe ottenere un’esenzione parziale. L’articolo 1123 c.c. prevede infatti che le spese siano distribuite anche in base all’uso che ogni condomino può effettivamente fare di un determinato servizio o impianto.

Se, ad esempio, un disabile non può utilizzare l’ascensore perché abita al piano terra, potrebbe essere escluso dal pagamento delle spese di utilizzo dell’impianto. Un disabile che vive in condominio può, dunque, richiedere una riduzione delle spese per quei servizi di cui non può usufruire. Questo vale, ad esempio, per un disabile con problemi motori che abita al piano terra e non usa l’ascensore: in questo caso, potrà essere esonerato dal pagamento delle spese di utilizzo dell’impianto, ma non da quelle di manutenzione. Per ottenere l’esonero, è necessario presentare una richiesta formale in assemblea condominiale. L’assemblea può decidere di accettare la richiesta con una votazione, oppure prevedere agevolazioni specifiche nel regolamento condominiale. Per quanto riguarda, invece, le esenzioni “automatiche”, è bene sottolineare che la legge 104 non le prevede, riguardo alle spese condominiali. Il Codice civile, però, come detto, consente di ridurre o eliminare alcuni costi in base all’effettivo utilizzo dei servizi comuni.



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