Il marchio Io Sono Friuli Venezia Giulia come passaporto per le banche

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PORDENONE – Il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” è pronto a svolgere un ruolo anche nel rapporto tra imprese concessionarie e sistema bancario. L’evoluzione del progetto voluto dalla Regione è stata presentata ai principali operatori finanziari, durante l’incontro organizzato da Fondazione Agrifood e Università di Udine.

Infatti, le aziende che hanno ottenuto il marchio, non solo agroalimentari ma presto di tutti i settori, potranno utilizzare quello che è in sostanza un rating di sostenibilità anche nel rapporto con fornitori, clienti e banche, per esempio per ottenere uno sconto sul costo dei finanziamenti. La rete “Io Sono Fvg” conta attualmente 414 imprese agroalimentare con quasi 1.200 prodotti marchiati, assieme a quasi 400 distributori e ben 1.500 eventi di turismo, sport e cultura organizzati da imprese e associazioni. Un totale quindi di oltre duemila soggetti.

Quello di oggi è stato un passaggio importante per il progetto, perché la stessa Fondazione Agrifood, oltre che dalla Regione, è partecipata proprio dagli istituti di credito locali, ovvero le 8 banche di credito cooperativo e Civibank.

«Il sistema di marchio regionale, nato per promuovere le produzioni locali in base agli obiettivi di Agenda 2030, può ora avere impatti positivi anche su altri aspetti della vita di un’azienda, come appunto l’accessibilità al credito e il costo dei finanziamenti – commenta il presidente di Fab Fvg Pier Giorgio Sturlese – e può essere anche una leva strategica del suo futuro e di quello di tutti noi perché consente di individuare pratiche e iniziative per ridurre gli impatti negativi e per migliorare quelli positivi su persone e ambiente, al fine di contribuire a un’economia più sostenibile».

Nella valutazione viene presa in considerazione un’ampia gamma di parametri per calcolare la sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale ed economica: dall’emissione di anidride carbonica al prelievo idrico, dal rispetto della biodiversità al consumo del suolo, dalla gestione dei rifiuti all’applicazione dell’economia circolare, dal turn over dei dipendenti al tasso di infortuni, dalle ore di formazione al gender gap. Un altro vantaggio dal valore Esg del marchio è la possibilità per le imprese di poter presentare alle diverse banche un parametro standard. Infatti, i vari istituti per elaborare il rating creditizio utilizzano questionari propri e così le imprese che hanno rapporti con più di loro si trovano spesso a fronteggiare richieste simili ma differenziate, che aumentano gli oneri di risposta.

 





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