“In aumento bar e ristoranti nei centri storici”

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Negli ultimi 12 anni Bari ha perso 757 imprese, di cui 60 nei centri storici e 700 nelle altre zone della città. Dato in aumento per quel che riguarda alberghi, bar e ristoranti che crescono di 116 unità nel centro storico e di 273 nelle altre zone. Sarebbero questi i numeri emersi nell’annuale analisi sulla ‘Demografia d’impresa nelle città italiane’, realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.

I principali temi del report riguardano l’evoluzione delle attività commerciali, dell’alloggio e della ristorazione nelle città italiane negli ultimi dodici anni, con un focus sull’andamento dei settori merceologici nei centri storici e nelle periferie. Sono stati valutati il boom degli affitti brevi, il ruolo della componente straniera nelle imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione e il primo pacchetto di proposte del progetto Cities di Confcommercio per riqualificare i centri urbani e scongiurare il rischio di desertificazione commerciale.

I b&b, secondo l’analisi di Confcommercio, sarebbero responsabili della crescita della voce alloggio a scapito degli alberghi tradizionali. Molti bar avrebbero cambiato codice spostandosi sulla somministrazione propriamente detta ‘ristoranti’. Ci sarebbe, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi dell’associazione di categoria,uno sviluppo di attività meno ordinato nell’ambito di una maggiore vitalità.

“La desertificazione commerciale – ha dichiarato Vito D’Ingeo, presidente Confcommercio Bari-Bat – minaccia vivibilità, sicurezza e coesione sociale delle nostre città. Occorre sostenere le attività di vicinato e il nostro progetto Cities punta a riqualificare le economie urbane con il contributo di istituzioni e imprese. Senza commercio di vicinato, non c’è comunità”.



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