Obbligo di assicurazione per le imprese: una corsa contro il tempo per evitare l’esclusione dai contributi pubblici

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Un nuovo obbligo normativo rischia di mettere in difficoltà migliaia di aziende italiane, comprese le circa 100mila imprese abruzzesi attive nei settori esclusi dall’agricoltura. A partire dal primo aprile 2024, le attività economiche che non avranno sottoscritto una polizza assicurativa contro eventi catastrofici come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni potrebbero trovarsi senza alcuna possibilità di ottenere contributi, incentivi o agevolazioni dallo Stato in caso di calamità.

Nonostante la normativa non preveda sanzioni dirette per chi non si adegua, l’assenza di una copertura assicurativa comporterà di fatto l’esclusione dai fondi pubblici, rendendo la sottoscrizione della polizza un passo obbligato per le aziende. Tuttavia, il provvedimento presenta diverse criticità: molti eventi naturali restano fuori dagli indennizzi, come bufere, trombe d’aria, mareggiate e incendi fuori controllo, lasciando le imprese esposte a numerosi rischi.

Preoccupazione tra le imprese: CNA chiede una proroga

Il tema è stato al centro di una conferenza stampa organizzata dalla CNA Artigiani Imprenditori d’Italia a Pescara, alla presenza del direttore regionale Silvio Calice e del presidente della CNA di Chieti, Giuseppe Troilo. Durante l’incontro, è emerso un quadro preoccupante:

“Una norma ambigua e frettolosa, con molte criticità e senza alcun confronto con le imprese”, ha dichiarato Calice, sottolineando la mancanza di trasparenza sulle condizioni imposte dalle assicurazioni. Inoltre, a meno di un mese dall’entrata in vigore dell’obbligo, il portale dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS), utile a confrontare le diverse offerte, non è ancora attivo.

A rendere la situazione ancora più complessa è il fatto che molte imprese dispongono già di contratti assicurativi, ma non è chiaro cosa vada integrato per rispettare i nuovi requisiti. “Un vero e proprio rebus”, ha commentato Troilo, imprenditore nel settore dei serramenti.

Assicurazione obbligatoria per accedere ai fondi pubblici

La CNA denuncia un’imposizione priva di un adeguato confronto con il mondo imprenditoriale. La nuova normativa, introdotta con la Legge di Bilancio 2024, stabilisce che solo le imprese in possesso di una copertura assicurativa potranno partecipare ai bandi per ottenere aiuti finanziari in caso di danni a:

  • Fabbricati e capannoni aziendali
  • Macchinari e impianti produttivi
  • Attrezzature industriali e commerciali

Per esprimere il proprio dissenso, la Confederazione ha inviato una lettera alla premier Giorgia Meloni, evidenziando come questa decisione metta in difficoltà quasi quattro milioni di imprese, costrette a sottoscrivere polizze complesse con meno di un mese di preavviso.

Inoltre, le compagnie assicurative hanno tempo fino al 28 marzo per adeguare i contratti alle disposizioni di legge, lasciando agli imprenditori pochissimi giorni per valutare e sottoscrivere le polizze.

Abruzzo tra le regioni più a rischio: premi assicurativi in aumento

La situazione in Abruzzo appare particolarmente delicata. Secondo studi di settore, la regione è tra le più esposte a eventi naturali estremi, e i premi assicurativi saranno calcolati in base a:

  • Vulnerabilità dei beni aziendali
  • Ubicazione geografica delle imprese
  • Storico degli eventi calamitosi
  • Mappe di rischio e dati scientifici

Tutti questi fattori potrebbero comportare un aumento significativo dei costi assicurativi, aggravando ulteriormente il peso economico per le aziende locali.

Cosa succederà ora?

Con una scadenza così ravvicinata e ancora molte incertezze, le imprese italiane – e in particolare quelle abruzzesi – rischiano di trovarsi impreparate e senza alternative. La CNA continua a chiedere una proroga dei termini per garantire agli imprenditori il tempo necessario per informarsi, valutare e scegliere la polizza più adeguata.

Nel frattempo, le aziende dovranno decidere rapidamente se adeguarsi o affrontare il rischio di restare escluse dai fondi pubblici in caso di emergenza.





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