Calano i tassi di interesse sui mutui a gennaio, Bankitalia conferma la discesa

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Bankitalia ha diffuso il rapporto Banche e moneta, nel quale sono presenti i dati sui prestiti di gennaio 2025. La banca centrale conferma che i principali indicatori del costo dei prestiti nel nostro Paese sono quasi tutti in discesa. Una sola ma significativa eccezione, rappresentata dal credito al consumo, che va in controtendenza.

Confermata anche la ripresa dei prestiti di tutte le tipologie e dei depositi e il calo repentino delle obbligazioni emesse. Sono tutti effetti del calo dei tassi di interesse imposto dalla Banca centrale europea per rilanciare la crescita economica, ora che l’inflazione sembra essere sotto controllo.

Calano gli interessi sui mutui a gennaio

Il calo del costo dei mutui a gennaio è lieve ma significativo. Il Taeg, Tasso annuale effettivo globale, che indica gli interessi pagati su un prestito comprensivi di spese, si è al 3,50%, per il credito concesso a fronte dell’acquisto di una casa. A dicembre era arrivato al 3,55%.

È dall’estate del 2024 che i tassi dei mutui sono in calo praticamente costante. La discesa dal picco era però cominciata alla fine del 2023 e si era interrotta soltanto momentaneamente proprio poco prima della metà del 2024. La traiettoria è comunque rimasta quasi invariata negli ultimi 12 mesi, grazie ai continui tagli al costo del denaro della Banca centrale europea.

Quanto costa un prestito in Italia

Continuano a calare anche i costi di quasi tutti gli altri tipi di prestito concessi dalle banche. I tassi di interesse sul credito alle società non finanziarie si attestano attorno al 4,15%, in netta discesa dal 4,40% del mese precedente. I prestiti per importi non superiori a un milione di euro hanno avuto un interesse medio del 4,66%, mentre quelli superiori a un milione di euro si attestano al 3,89%.

L’unico dato molto in controtendenza è quello dei prestiti al consumo per le famiglie. Gli interessi, che sono già normalmente più alti della media, per questo tipo di credito sono saliti più di quanto qualsiasi altro tasso sia sceso. Il Taeg si è attestato al 10,50%, dal 10,09 del mese precedente.

Aumentano i depositi, calano le obbligazioni

Il calo dei tassi di interesse di buona parte dei prestiti sta accompagnando una tendenza all’aumento del numero di prestiti che le banche italiane stanno concedendo alle persone residenti in Italia. Se quelli alle famiglie hanno un andamento più regolare però, crescendo dello 0,4%, quelli alle società non finanziarie hanno registrato un calo.

Continuano nella loro traiettoria di crescita anche i depositi sui conti correnti e in generale su ogni tipo di conto, mentre calano le obbligazioni. Anche questo è un risultato del calo dei tassi, che ha reso questo tipo di strumenti finanziari meno appetibili rispetto al recente passato.

Le prossime mosse della Bce

Lo scorso 6 marzo la Banca centrale europea ha annunciato un ulteriore taglio dei tassi di interesse di 25 punti base. La politica monetaria europea va verso la neutralità, con i principali tassi di riferimento che sono scesi al 2,50%.

Nel suo discorso, la presidente della Bce Christine Lagarde ha spiegato che, per il momento, l’instabilità globale non permette di prevedere le prossime mosse della Banca centrale europea. Non sono quindi esclusi nuovi tagli.





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