Imprese, assicurazione anti-disastri – Il Roma

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NAPOLI. Le imprese che hanno a bilancio nel Registro delle imprese terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali hanno tempo fino alla fine del mese di marzo per assicurarsi contro i disastri ambientali, come indicato nel decreto Milleproroghe e nella legge di Bilancio 2025. Le attività della pesca e dell’acquacoltura hanno invece tempo fino a dicembre di quest’anno.

Per eventi catastrofici si intendono bradisismo, terremoti, alluvioni, frane, esondazioni e inondazioni. La Campania è la regione più colpita da tali eventi, essendo soggetta da alcuni mesi al fenomeno del sisma e del bradisismo nell’area flegrea. Di qui la necessità, oltre l’obbligo previsto dalla legge Finanziaria, di stipulare tali contratti. La polizza può colpire anche altri eventi come trombe d’aria, incendi e grandine.

I costi sono variabili: vanno da un minimo di 200 euro l’anno a mille, in base al rischio dell’area geografica. Le imprese situate in aree ad alto rischio, come l’area flegrea, le isole di Ischia e Procida, il territorio vesuviano, dovranno sostenere costi più elevati; quelle che non si atterranno a tale obbligo si esporranno a conseguenze negative sia di natura economica che legale. Come la possibile perdita di contributi pubblici o addirittura l’interruzione dell’attività.

Chi non sarà in regola da aprile potrebbe inoltre subire pressione da parte delle banche a richiedere la copertura come condizione per ottenere nuove erogazioni o per il rinnovo delle garanzie esistenti.

«Stipulare una polizza contro i danni da calamità naturali è sicuramente un obbligo per le imprese, ma anche un’opportunità», afferma Giuseppe Altamura, vicepresidente del Gruppo Piccola Impresa e della Sezione Logistica Intermodale Trasporti presso l’Unione Industriali Napoli.

«Segna un passo importante verso la messa in sicurezza del nostro sistema produttivo. In un contesto, infatti, caratterizzato da eventi catastrofali sempre più frequenti, l’introduzione dell’obbligo di assicurazione consentirà alle nostre imprese di tutelare al meglio sia la produzione che l’occupazione. Riteniamo pertanto – continua Altamura – che la prevenzione sia sicuramente un obbligo a carico delle istituzioni, ma ogni imprenditore deve essere consapevole di vivere su un territorio a rischio e adottare ogni iniziativa utile per mitigare i potenziali danni. Emblematiche sono le situazioni emergenziali che interessano il nostro territorio. Penso, ad esempio, a quello che sta avvenendo nella zona dei Campi Flegrei, caratterizzata da fenomeni di bradisismo, ma anche alla presenza nella nostra provincia di un vulcano attivo come il Vesuvio. Non meno rilevanti i frequenti episodi di dissesto idrogeologico, che provocano frane, smottamenti o allagamenti, con conseguenze spesso devastanti per le attività produttive».

Altamura sottolinea inoltre che le coperture previste non solo permetteranno alle aziende di affrontare con maggiore serenità eventuali situazioni emergenziali, ma contribuiranno anche a limitare la dipendenza dagli aiuti pubblici.

«Si tratta, dunque, di un passaggio culturale oltre che normativo. Comprendiamo che adeguarsi a questo obbligo possa comportare oneri aggiuntivi, soprattutto per le piccole e medie imprese, ma riteniamo che i benefici a lungo termine siano ampiamente superiori ai costi iniziali. Non va dimenticato, inoltre, che il mancato rispetto dell’obbligo comporterà pesanti sanzioni e potrà incidere negativamente sull’accesso a contributi, sovvenzioni o agevolazioni pubbliche. Come Unione industriali di Napoli, supporteremo pertanto le aziende del territorio, promuovendo iniziative informative e formative finalizzate a sensibilizzare gli imprenditori sul tema. Solo attraverso un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e società civile sarà possibile costruire un sistema economico più sicuro e resiliente».

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