Crescono i conti correnti delle famiglie, +20 miliardi nel 2024: in aumento i mutui

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito
Abruzzo
Agevolazioni
Agrigento
Alessandria
Ancona
Aosta
Arezzo
Ascoli-Piceno
Aste L'Aquila
Asti
Avellino
Bari
Barletta-Andria-Trani
Basilicata
Belluno
Benevento
Bergamo
Biella
Bologna
Bolzano
Brescia
Brindisi
Cagliari
Calabria
Caltanissetta
Campania
Campobasso
Carbonia Iglesias
Caserta
Catania
Catanzaro
Chieti
Como
Cremona
Crotone
Cuneo
Emilia-Romagna
Enna
Ferrara
Firenze
Foggia
Forli-Cesena
Friuli-Venezia Giulia
frosinone
Genova
Gorizia
Grosseto
Imperia
Isernia
Italia
La-Spezia
Latina
Lazio
Lecce
Lecco
Liguria
Livorno
Lodi
Lombardia
Lucca
Macerata
Mantova
Marche
Massa-Carrara
Matera
Messina
Milano
Modena
Molise
Monza-Brianza
Napoli
Novara
Nuoro
Oristano
Padova
Palermo
Parma
Pavia
Perugia
Pesaro-Urbino
Pescara
Piacenza
Piemonte
Pisa
Pistoia
Pordenone
Potenza
Prato
Puglia
Ragusa
Ravenna
Reggio-Calabria
Reggio-Emilia
Rieti
Rimini
Roma
Rovigo
Salerno
Sardegna
Sassari
Savona
Sicilia
Siena
Siracusa
Sondrio
Sud sardegna
Taranto
Teramo
Terni
Torino
Toscana
Trapani
Trentino-Alto Adige
Trento
Treviso
Trieste
Udine
Umbria
Valle d'Aosta
Varese
Veneto
Venezia
Verbania
Vercelli
Verona
Vibo-Valentia
Vicenza
Viterbo


La liquidità sui conti correnti degli italiani torna a crescere, con un incremento di quasi 20 miliardi di euro in un anno. Dopo due anni di calo consecutivi, nel 2024 il saldo complessivo di famiglie e imprese ha registrato un aumento, raggiungendo i 1.363,6 miliardi di euro, con una crescita di 19,8 miliardi rispetto ai 1.343,8 miliardi del 2023 (+1,5%).

Il calo dal 2021 al 2023

Questo dato segna un’inversione di tendenza rispetto al biennio precedente, quando l’erosione dei risparmi liquidi era stata influenzata dall’impennata dell’inflazione e dall’aumento del costo della vita.

Tra il 2021 e il 2023, famiglie e imprese hanno progressivamente intaccato le proprie riserve per far fronte al rincaro dei prezzi, riducendo la liquidità disponibile sui depositi bancari di 136,3 miliardi di euro (-9,2%) rispetto al picco di 1.480,1 miliardi registrato nel 2021. Nonostante la ripresa dell’ultimo anno, i livelli attuali restano inferiori a quelli del 2021, con un divario ancora significativo di 116,5 miliardi (-7,9%). Questo trend evidenzia una fase di ricostituzione del risparmio, favorita da una minore pressione inflazionistica ma influenzata da tassi di interesse ancora elevati, fattori che incidono sulle scelte finanziarie di famiglie e imprese.

Sileoni: “Segnale positivo, ma le banche devono remunerare di più i depositi”

“L’aumento della liquidità sui conti correnti è un segnale positivo, che conferma come le famiglie stiano gradualmente ricostituendo i propri risparmi dopo due anni difficili segnati dall’inflazione e dall’aumento del costo della vita”, commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. Stando a dati, c’è una maggiore stabilità finanziaria ed emerge una ritrovata capacità di accumulo, elementi fondamentali per sostenere i consumi e la crescita economica.

Ma resta il nodo dei tassi sui depositi, ancora troppo bassi e con la liquidità che resta così parcheggiata senza una reale valorizzazione economica. “Ai clienti va riconosciuta una remunerazione più equa, allineata all’andamento dei tassi di interesse, per evitare una penalizzazione eccessiva dei risparmiatori. Senza un atteggiamento diverso, le banche mettono a rischio quel rapporto di fiducia che è alla base del settore”, conclude Sileoni.

Salgono i mutui ma calano i finanziamenti

Il taglio dei tassi d’interesse deciso dalla Bce rilancia il mercato dei mutui: negli ultimi sette mesi del 2024, i prestiti per l’acquisto di abitazioni sono aumentati di 5,3 miliardi di euro (+1,3%), passando da 420,8 miliardi a maggio a 426,1 miliardi a dicembre. La seconda metà dell’anno segna dunque un’inversione di tendenza nel credito bancario per la casa, dopo che nei primi cinque mesi del 2024 lo stock di finanziamenti era diminuito di quasi 4 miliardi (-0,9%).

Questa ripresa coincide con il cambio di passo della politica monetaria, con la Bce che ha progressivamente abbassato il costo del denaro, fissandolo a 2,75% a gennaio. Le famiglie beneficiano di maggiore accesso al credito, non solo per l’acquisto di immobili, ma anche per il credito al consumo, che è cresciuto di oltre 3 miliardi (+2,6%), da 123 a 126,1 miliardi. In calo, invece, i prestiti personali, scesi del 4,1% (da 120,5 a 115,6 miliardi).

Per le imprese, il quadro è meno positivo: se il credito a breve termine è aumentato di 4,45 miliardi (+3,2%) e quello a medio termine di 2,1 miliardi (+1,4%), i finanziamenti a lungo termine hanno subito un taglio netto di 20,4 miliardi (-6,5%), passando da 313,9 miliardi a 293,4 miliardi. Complessivamente, lo stock dei prestiti alle aziende si è ridotto di 13,6 miliardi (-2,2%), attestandosi a 598,9 miliardi.





Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link