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“I tassi dei mutui potrebbero scendere all’1,5% entro fine anno” — idealista/news

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Il 2025 si prospetta come un anno di consolidamento per il mercato immobiliare e dei mutui in Italia. Nonostante le sfide globali e le incertezze economiche, le banche continuano a lanciare offerte competitive per attrarre i mutuatari, grazie anche alla discesa dei tassi di interesse e a un ambiente di maggiore concorrenza. Fabio Femiani, responsabile di idealista/mutui Italia, fa il punto di uno scenario che potrebbe essere favorevole per chi ha intenzione di entrare nel mercato immobiliare, con condizioni di finanziamento più vantaggiose rispetto al recente passato. 

Mutui e compravendite immobiliari

Il mercato immobiliare italiano sta evidenziando segnali di ripresa, con una domanda in crescita che supera l’offerta disponibile. Già nel quarto trimestre del 2024 la domanda è aumentata di oltre un terzo rispetto all’anno precedente, a fronte di uno stock cresciuto solo di un modesto 5%. Questo squilibrio ha contribuito a sostenere la pressione sul prezzo degli immobili che – soprattutto nelle grandi piazze – non accenna a diminuire. 

Parallelamente – e fortunatamente – il mercato dei mutui sta beneficiando di condizioni più favorevoli. I dati dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) indicano che il tasso medio per i nuovi mutui è sceso al 3,10% a dicembre 2024, rispetto al 3,23% di novembre e al 4,42% di dicembre 2023. Inoltre, nei sei mesi precedenti, i prestiti per l’acquisto di abitazioni sono aumentati di 4,4 miliardi di euro, passando da 420,8 miliardi a 425,1 miliardi, evidenziando una ripresa nella concessione di mutui. 

“Le previsioni per il 2025 indicano una stabilizzazione dei tassi di interesse -, spiega Fabio Femiani, – che potrebbe favorire ulteriormente l’accesso al credito per l’acquisto di immobili. Questa tendenza, unita a una maggiore apertura da parte delle banche nella concessione di prestiti, potrebbe stimolare ulteriormente la domanda nel mercato immobiliare”. 

I tassi dei mutui nel 2025

E’ per queste premesse che il 2025 si prospetta come un anno cruciale per il mercato dei mutui in Italia, influenzato da diverse dinamiche economiche e dalle politiche monetarie della Banca Centrale Europea (BCE). Le decisioni della BCE, l’andamento dell’inflazione e il contesto macroeconomico globale giocheranno un ruolo determinante nel definire il costo del credito e l’accessibilità ai finanziamenti per famiglie e imprese.

Il 30 gennaio la BCE ha effettuato il suo quinto taglio consecutivo dei tassi di interesse, riducendoli di 25 punti base al 2,75%, segnando il primo calo sotto il 3% dall’inizio del 2023. 

“Le proiezioni indicano ulteriori riduzioni, – prevede Femiani, – con i tassi che potrebbero raggiungere il 2,5% ad aprile e il 2% a giugno, arrivando – potenzialmente  e nella più rosea delle previsioni – addirittura all’1,5% entro la fine dell’anno”. 

Questa politica di allentamento monetario mira a stimolare la crescita economica nell’Eurozona, offrendo opportunità per i mutuatari di beneficiare di condizioni più favorevoli.

Scegliere il mutuo nel 2025: meglio tasso fisso o variabile?

Con la prevista discesa dei tassi, il dibattito tra la scelta di mutui a tasso fisso o variabile si intensifica. 

Secondo Femiani, “Le previsioni basate sui futures sugli Euribor indicano una prosecuzione del calo degli indici nel primo semestre del 2025, con una successiva stabilizzazione nella seconda metà dell’anno. Con la forbice attuale, il tasso fisso porta in dote ancora rate mensili più basse rispetto al tasso variabile, sia per i nuovi mutuatari che per chi ha già un mutuo in essere e vuole surrogarlo. Chissà che nel secondo semestre si possa assistere a un maggior appeal dei mutui a tasso variabile!”

Mutui in banca: più concorrenza e nuove offerte

“Secondo la nostra analisi in idealista/mutui, – prosegue Femiani, – il 2025 si apre con un’intensa competizione tra gli istituti di credito per attrarre nuovi mutuatari, grazie a una riduzione dei tassi e a una crescente offerta di prodotti finanziari personalizzati. La discesa dell’Euribor e la politica più accomodante della BCE hanno spinto molte banche a rivedere al ribasso le proprie proposte sui mutui con riduzioni medie comprese tra 20 e 40 punti base rispetto alla fine del 2024″.

Un segmento in forte espansione è quello dei mutui green, destinati all’acquisto o alla ristrutturazione di immobili ad alta efficienza energetica (classe A o B). “Secondo la nostra esperienza, – segnala il responsabile di idealista/mutui, – oltre il 25% delle nuove richieste di finanziamento di inizio 2025 riguarda mutui green, complici la conferma di alcune agevolazioni fiscali (seppur con aliquote ridotte) e le condizioni più vantaggiose offerte dalle banche. Le principali banche italiane hanno introdotto tassi promozionali per incentivare questa tipologia di finanziamento, offrendo tassi fissi al 2,30% per chi acquista immobili con certificazione energetica elevata, oltre a azzerare le spese di istruttoria e perizia”.

Infine, a quanto risulta a idealista/mutui, le banche stanno inoltre puntando su un processo di digitalizzazione che permette ai clienti di richiedere un mutuo da remoto in modo più rapido e trasparente, con simulazioni in tempo reale e condizioni sempre più personalizzate. La battaglia commerciale tra gli istituti di credito, unita alla prevista riduzione dei tassi di riferimento, sta creando un contesto favorevole per chi intende acquistare casa nel 2025, con tassi di finanziamento migliori rispetto agli ultimi due anni.



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