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L’Europa deve percorre la terza via, ponendosi come alternativa ai modelli degli altri attori globali come gli Stati Uniti e la Cina, in materia di politica industriale e di piani di sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’Ue ha infatti «il compito di costruire un piano sviluppo dell’AI che segua una strada autonoma, equilibrata e sicura, secondo la propria visione antropocentrica, in cui la scienza resta al servizio dell’uomo», ha evidenziato al Vertice internazionale per l’Azione sull’Intelligenza Artificiale di Parigi, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
La Francia intanto ha deciso procedere in autonomia «molto più velocemente e in maniera molto più forte» ha dichiarato durante il summit il presidente francese, Emmanuel Macron, rivelando che nei prossimi anni le aziende private investiranno in Francia 109 miliardi nell’AI. Cifra che comprende un data center finanziato dagli Emirati Arabi Uniti come parte di un campus di intelligenza artificiale per una cifra tra «30 e 50 miliardi», nonché 20 miliardi del fondo canadese Brookfield per nuovi data center in Francia.
La sovranità digitale dell’Ue
L’Europa nella sua totalità deve ancora accelerare. Il primo aspetto su cui, secondo Urso, va posta l’attenzione quando si parla di AI è la sovranità dei dati e l’autonomia digitale dell’Ue. L’AI Act europeo rappresenta certo «un passo importante», ma le regole da sole non bastano: «Sono necessari gli strumenti utili ad abilitare gli investimenti e dare all’Europa un ruolo di primo piano a fronte dell’azione degli altri grandi attori a livello globale». In particolare continuare a investire in supercalcolo «significa garantire che i nostri dati e il nostro know-how rimangano sotto il controllo dell’Europa, senza dipendere da altri attori globali». Dunque non ci si può fermare.
Ritardo Ue nella space economy
Anche nel creare una politica industriale unica l’Ue deve ingranare la sesta. L’Italia si è mossa presentando a Bruxelles diversi documenti strategici: dalla proposta sul settore automotive, fino a quella sulla microelettronica e sullo spazio. Nel ribadirlo Urso, in un faccia a faccia con il ministro dell’Economia francese Eric Lombard, ha sottolineato il ritardo accumulato dall’Europa nella space economy: quando il programma Iris «sarà pienamente operativo l’Ue avrà 290 satelliti in orbita bassa mentre gli Usa ne avranno oltre 40 mila. Serve un cambio di passo». (riproduzione riservata)
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